15 strategie per la riduzione dei rifiuti da adottare a livello comunale o intercomunale.

Un sistema di gestione integrato dei rifiuti deve necessariamente incidere sulle reali cause dell’aumento della produzione dei rifiuti agendo su più livelli per governare e ridurre tale problema. Solo se fondato su una seria politica di riduzione, il ciclo dei rifiuti sarà davvero integrato, virtuoso e sostenibile. In questo articolo vogliamo affrontare il problema non dal punto di vista del cittadino/famiglia, come spesso si fa, ma dal punto di vista dell’amministratore pubblico, dell’assessore all’ambiente, del responsabile della gestione dei rifiuti. Una serie di spunti ricavati guardando alle best practice in giro per l’Italia.

I dati ci dicono che le quantità di rifiuti prodotte in Italia negli ultimi due decenni sono cresciute di anno in anno, disattendendo clamorosamente il principio comunitario delle 4 R (Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero) che sta alla base di una corretta ed efficace gestione sostenibile dei rifiuti.

I cittadini possono trovare on line diversi spunti per attuare a livello personale e domestico la riduzione dei rifiuti. Diverso e più complesso invece è l’approccio per chi, come sindaci e gestori dei servizi di igiene urbana, deve organizzare la raccolta dei rifiuti e fare in modo che tale raccolta sia efficace e risponda fedelmente al principio della 4 R.

Dal punto di vista di un’amministrazione comunale o sovracomunale, una delle ragioni che può giustificare la maggiore o minore produzione pro capite di rifiuti urbani risiede soprattutto nella maggiore o minore presenza di utenze “non domestiche”.

Esistono comunque sensibili differenze delle produzioni pro capite in contesti urbani che presentano analoghe percentuali di presenza delle utenze non domestiche e criteri di assimilazioni assolutamente sovrapponibili. L’andamento della produzione dei rifiuti dipende infatti da alcuni fattori legati ad esempio alla variazione delle modalità di raccolta del rifiuto indifferenziato con l’adozione di contenitori di sempre maggiori dimensioni, alle dinamiche di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani, ecc…

Le strategie per la riduzione dei rifiuti

I comuni o un insieme di comuni possono agire attraverso strumenti specifici per influenzare il fenomeno dell’aumento dei rifiuti urbani, anche se molti degli interventi necessari sono attualmente concepiti come “appelli alla responsabilità dei produttori” o sono, comunque, da riferire a un livello di iniziativa di carattere nazionale, come nei programmi generali di prevenzione e gestione degli imballaggi.

Si tratta di misure in parte dirette e in parte indirette, ma che è necessario pianificare in modo unitario e integrato per valutare l’adeguatezza dei singoli strumenti e, in secondo luogo, gli effetti complessivi, in modo da poterle aggiornare e adeguare nel tempo e alle situazioni.

Le azioni specifiche per il contenimento della produzione dei rifiuti, che un’Amministrazione Pubblica può attuare, sono:

a) azioni nei confronti delle utenze domestiche

1 – supporto alla diffusione di iniziative di educazione al consumo come uso consapevole di beni e servizi e alla diffusione di mercatini di scambio c/o i centri di raccolta

2 – promozione delle incentivazioni comunali al compostaggio domestico con riduzioni tariffarie

3 – definizione, da parte dei Comuni, di linee-guida per l’applicazione della tariffa che comprendano le incentivazioni tariffarie alla riduzione dei rifiuti con l’adozione dell’applicazione puntuale della tariffa ad ogni numero civico: meno rifiuti conferiti dall’utenza = minore entità della parte variabile della tariffa

b) azioni nei confronti delle utenze delle attività produttive (industriali e artigianali) i cui rifiuti vengono assimilati per quantità e qualità

4 – promozione di un accordo di programma per la riduzione degli scarti

5 – premi per attività di riduzione: concorso/premio annuale indetto da associazione di categoria ed Ente come qualificazione ed elemento di marketing ambientale per la minimizzazione dell’impatto della “produzione”, per interventi su cicli produttivi e di gestione degli imballaggi, per comprovata minor produzione di rifiuti

c) azioni nei confronti delle utenze commerciali

6 – promozione di un accordo di programma per la riduzione degli imballaggi

7 – definizione di un marchio ecologico, concordato con le associazioni dei consumatori e della distribuzione, per la guida ai consumi e quale elemento di marketing ambientale dell’attività, attribuito come premio per consumi poco impattanti da un punto di vista sociale e ambientale in relazione a qualità, materie prime e catene produttive e poco “waste intensive” nell’ottica del “chi produce, come e da cosa”.

8 – concorso/premio annuale, per la minimizzazione dell’impatto della “distribuzione”, indetto da associazione di categoria ed Ente e destinato alle strutture della distribuzione, premiando gli interventi sui cicli distributivi per la minimizzazione dei rifiuti come elemento di marketing ambientale

9 – promozione delle incentivazioni tariffarie a livello comunale per la riduzione dei rifiuti con la promozione delle sperimentazioni dell’applicazione puntuale della tariffa ad ogni esercizio (meno rifiuti conferiti dall’utenza = minore entità della parte variabile della tariffa)

d) azioni nei confronti delle mense pubbliche (in primis quelle scolastiche) e private

10 – per favorire l’adozione, da parte delle amministrazioni comunali, del divieto e/o disincentivo all’uso di stoviglie monouso, con l’applicazione, ad esempio, di maggiorazioni tariffarie alle mense che usano stoviglie a perdere

11 – definizione di sistemi di punteggio per la qualificazione ambientale delle mense stimando l’uso di stoviglie e imballaggi riutilizzabili, nonché la partecipazione alla raccolta differenziata quali condizioni per una possibile riduzione della tariffa

12 – promozione delle incentivazioni tariffarie alla riduzione dei rifiuti con la sperimentazione dell’applicazione puntuale della tariffa ad ogni singola mensa (meno rifiuti conferiti dall’utenza = minore entità della parte variabile della tariffa)

La riduzione dello spreco alimentare, sia attraverso il recupero delle eccedenze a fini solidali sia, soprattutto, attraverso l’identificazione e l’implememtazione di azioni finalizzate ad eliminare le cause di generazione delle eccedenze, (prevenzione), offre un’opportunità – anche agli enti locali – per ripensare ai modelli di produzione e consumo. In altre parole lo spreco di cibo può diventare un’opportunità per riflettere sugli impatti che il sistema economico e, in particolare, il sistema agroalimentare genera a livello sociale e ambientale a scala locale e globale.

e) azioni nei confronti degli uffici

13 – diffusione e promozione dell’uso della carta riciclata

14 – definizione ed applicazione di criteri per attribuire un punteggio per la qualificazione ambientale degli uffici (ad es. partecipazione alla raccolta differenziata di carta, toner ecc. come condizione per una possibile riduzione su tariffa)

15 – incentivazioni tariffarie alla riduzione dei rifiuti con la promozione delle sperimentazioni dell’applicazione puntuale della tariffa ad ogni singolo ufficio (meno rifiuti conferiti dall’utenza = minore entità della parte variabile della tariffa).

Definizione puntuale delle strategie, tariffa puntuale e imballaggi

Per la definizione puntuale di queste strategie può essere organizzato un tavolo di concertazione per la riduzione della produzione dei rifiuti che coinvolgerà le amministrazioni comunali e le associazioni di categoria di industriali, artigiani, grande e piccola distribuzione, rappresentanti mense e uffici, consumatori, ambientalisti.

In merito alle azioni che riguardano le incentivazioni tariffarie, si ritiene utile approfondire le possibili sinergie di queste attività, data la valenza strategica dell’applicazione puntuale della tariffa, che non è applicata ad interi quartieri, ma in modo differenziato ad ogni singola utenza, in relazione al grado di effettiva partecipazione ai programmi di riduzione e raccolta differenziata messi in atto dall’amministrazione comunale.

Infatti, la tariffazione dei servizi è lo strumento più potente che si può attualmente applicare per creare un circuito virtuoso che premi i cittadini che orientano le proprie scelte di consumo verso prodotti che non utilizzino imballaggi superflui.

La riduzione del consumo di sovraimballaggi e di imballaggi a perdere è, però, legata alla possibilità, da parte dei consumatori, di poter scegliere tra diverse opzioni di consumo (ad esempio vuoto a rendere o a perdere) per poter usufruire dei vantaggi del nuovo sistema di tariffazione (meno rifiuti = minori costi). Tuttavia, in Italia, la possibilità di scelta è ormai quasi del tutto assente e le misure disincentivanti sulle imprese produttrici d’imballaggi, volte a ridurre la quantità immessa sul mercato e a supportare economicamente i Comuni per la raccolta differenziata degli imballaggi, non hanno portato soluzioni innovative. Il sistema in atto, in Italia, punta così a curare gli effetti della malattia (l’eccessiva produzione di imballaggi) con la raccolta differenziata, invece di occuparsi delle cause attivando la prevenzione con iniziative di riduzione e riprogettazione degli imballaggi.

Uso della tecnologia

Per un’amministrazione comunale o un gestore di servizi di igiene urbana è importante anche, in un ottica di riduzione dei rifiuti e aumento della percentuale di raccolta #differenziata dei rifiuti, l’adozioni dei moderni strumenti offerti dalla tecnologia. Ad esempio con l’utilizzo di app come riciclario è possibile concretamente aumentare la raccolta differenziata ottimizzandone la qualità. Con un utilizzo massiccio da parte degli utenti e dalle aziende e grazie al calendario aggiornato sulla gestione e la raccolta dai rifiuti è possibile garantire l’abbattimento delle tariffe e una maggior sostenibilità ambientale.

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