Come diventare il comune più riciclone d’Italia.

Diciamolo subito: la percentuale di raccolta differenziata, per diventare comune “riciclone”, non c’entra un bel niente. O almeno c’entra poco. Quello che conta è ben altro. In quest’articolo lo capiremo bene soprattuto guardando alle esperienze dei comuni che ce l’hanno fatta.

Cuccaro Vetere: a molti questo sembrerà “ostrogoto” invece è il nome di un piccolo comune del Cilento di appena 600 abitanti che nel 2017 si è classificato al primo posto tra i comuni con la più alta percentuale raccolta differenziata d’Italia: 89,6 (ottantanove/6) per cento. Quasi il novanta per cento. Questo vuol dire recupero totale dei rifiuti prodotti e bassissimi costi per la gestione della parte residuale indifferenziata. Gli abitanti di Cuccaro Vetere, infatti, producono a testa circa 19,8 kg. di rifiuto indifferenziato quando in Italia la media nazionale si aggira intorno ai 255 kg. per abitante. Un dato che ha dell’incredibile grazie al quale il comune di Cuccaro Vetere, dove la raccolta porta a porta si fa con l’ausilio degli asinelli, è risultato il miglior comune Rifiuti Free in Campania.

Il sindaco  di Cuccaro Vetere, Aldo Luongo, che a giugno scorso ha ritirato il premio dalle mani del ministro per l’Ambiente Gianluca Galletti,  dice con orgoglio che «si tratta di un importante risultato per la nostra piccola comunità da tempo attenta alle tematiche ambientali, la prima realtà, ad inaugurare, ad esempio, la compostiera di comunità».

Se fossi un sindaco o un assessore all’ambiente di un comune che vuole aumentare le percentuale di raccolta differenziata sarei davvero curioso di sapere cosa ha reso possibile l’eccezionale performance del comune di Cuccaro Vetere. Copiarne almeno il modello e la mentalità gestionale.

Diamo i numeri

Il rapporto rifiuti 2016 ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) rileva un costo medio nazionale annuo pro capite dei servizi di igiene urbana pari a 167,97 euro/anno. Di questi, i costi di gestione dei rifiuti indifferenziati e delle raccolte differenziate ammontano rispettivamente a 58,98 ed a 46,35 euro/anno, lo spazzamento e lavaggio delle strade a 22,53 euro/anno, i costi comuni a 32,09 euro/anno e, infine, i costi di remunerazione del capitale a 8,01 euro/anno.

Aumentano con il crescere della dimensione comunale i costi annui pro capite, passando dai 131,76 euro/abitante per anno per i Comuni con una popolazione inferiore ai 5 mila abitanti ai 191,03 euro per i Comuni con più di 50 mila abitanti.

Come diventare comune riciclone? Oltre la percentuale di raccolta differenziata serve fare una buona gestione dei rifiuti

Con queste premesse un buon amministratore che vuole davvero rendere il proprio comune “Rifiuti free”, dove la popolazione riduce e ricicla più del 90% dei rifiuti, dimostrando chiaramente che è possibile trasformare un problema in una eccellenza nazionale, deve impegnarsi nello sviluppo di tre fattori:

  1. la riduzione della quantità totale di rifiuti prodotti
  2. la sicurezza dello smaltimento
  3. l’efficacia del servizio.

Ad esempio un Comune con buona percentuale di raccolta differenziata ma elevata produzione pro capite totale di rifiuti, scarsa raccolta dei rifiuti urbani pericolosi e assenza di una piattaforma ecologica, non potrà mai aspirare a raggiungere l’olimpo dei comuni ricicloni.

In definitiva, per migliorare il proprio indice di buona gestione e togliere il primato a Cuccaro Vetere un Comune deve porre attenzione non solo all’incremento della percentuale di raccolta differenziata, ma anche alla diminuzione della produzione pro capite totale di rifiuti, all’incremento della raccolta differenziata dei RUP, alla promozione del compostaggio domestico.

In conclusione: tutti possono diventare Comuni Rifiuti Free

Nel 2016 i cittadini Rifiuti Free sfioravano i 3 milioni, quest’anno sono aumentati, arrivando a ben 3.276.000. Segno che è aumentata la taglia dei comuni impegnati sul fronte della riduzione del secco indifferenziato e a dimostrazione del fatto che non solo nei piccoli comuni (perché più facile, come superficialmente sostengono in molti) è possibile abbattere i quantitativi di rifiuto da sotterrare o incenerire. Delle strategie adottabili da un amministratore pubblico per ridurre i rifiuti ne abbiamo parlato diffusamente in questo articolo.

L’altra caratteristica, oltre al far parte di un Consorzio, che contraddistingue i comuni ricicloni è l’aver introdotto un sistema di tariffazione basato sulla quantità di rifiuto prodotto; sono infatti ben 247 i comuni che hanno optato per la tariffa puntuale e 95 per quella normalizzata a testimoniare che le politiche di riduzione ottengono migliori risultati quando associate a sistemi incentivanti.