Il compostaggio di comunità.

Non ci sono più scuse per trasformare uno scarto in risorsa e abbattere le emissioni di CO2.

Una nuova occasione per chi vuole bene al pianeta.

Quando Antoine-Laurent de Lavoisier, un vero incubo per gli studenti del primo liceo, scrisse la sua “legge della conservazione della massa” al secolo “il postulato fondamentale di Lavoisier” stava forse pensando al concime? “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma” recita la legge che perfettamente incarna lo spirito del compost. Il compost è il concime più antico e più naturale che si conosca e noi italiani che abbiamo avuto tutti uno zio militare e un bisnonno contadino ricordiamo che dietro la casetta di quest’ultimo tra maialini e galline, il nonno aveva scavato una fossa dove venivano seppelliti i rifiuti della cucina e gli escrementi degli animali, per essere trasformati in concime. Nei comuni dove esiste la raccolta differenziata come sappiamo ai cittadini viene consegnato un contenitore in cui inserire un sacchetto di materiale biodegradabile dove andiamo a mettere gli scarti dei nostri piatti. I nostri scarti e quelli delle altre famiglie vengono poi avviati agli impianti di compostaggio che in modo più rapido ripercorrono quanto accade in natura: cioè trasformano i nostri scarti in terriccio detto appunto compost.

I vantaggi del compost sono tanti 

 L’impiego di compost permette sicuramente di migliorare la qualità del terreno, consentendo di conservarne la fertilità per un tempo maggiore, ma come è evidente svolge un ruolo importantissimo nel contenimento delle emissioni: secondo alcuni calcoli, raccogliere l’umido e trasformarlo in fertilizzante permette di risparmiare 1,4 Mt di CO2 equivalente/anno rispetto all’invio in discarica. Pensiamo infatti a vantaggi indiretti come prevenire la produzione di inquinanti atmosferici che si genererebbero dalla combustione degli scarti nonché limitare l’acquisto e l’utilizzo di fertilizzanti chimici. Insomma basterebbe considerare l’enorme quantità di rifiuti umidi che giornalmente produciamo e le emissioni di gas serra che ne derivano quando li spediamo a marcire in discarica per giustificare l’uso di una compostiera in ogni casa. E sfatiamo il falso mito del rischio di malattie: il calore in questo processo è un fattore molto importante, proprio perché le elevate temperature generate dall’ attività batterica bloccano i germi patogeni e le spore delle piante infestanti.

 

Come dicevamo, il primo passo per la produzione del compost è la raccolta differenziata. La produzione di compost è inoltre incentivata da molti Comuni italiani attraverso sgravi tributari. Oggi il compostaggio lo si può far da soli o in compagnia. In piccolo o alla grande. Insomma il compostaggio può essere effettuato in varie scale e con l’utilizzo di diverse tecniche. Su scala industriale la frazione umida raccolta in maniera differenziata viene processata con diverse tipologie di trattamento (cumuli, bioreattore ecc.) o su scala domestica, quella a noi più vicina, dove il trattamento avviene tramite compostaggio o auto-compostaggio … ma esiste anche una via di mezzo.

Se il compostaggio domestico ha infatti gli evidenti vantaggi di cui abbiamo parlato … gestisci meglio i rifiuti, perché ne fai di meno … meno rifiuti significano meno inquinamento … con parte dei tuoi rifiuti fai una terra nutriente per il tuo orto o per il tuo giardino. Proprio per facilitare la diffusione del compostaggio è nato e sta crescendo in Italia il compostaggio di comunità o di prossimità, una tecnica che risponde alle esigenze di molte realtà locali. I vantaggi sono evidenti:  nuove opportunità di riduzione dei rifiuti e degli impatti ambientali, la possibilità di riutilizzo in loco del compost e un aumento delle possibilità di un cambio comportamentale dei cittadini, che hanno una ulteriore occasione di fare compost.

Requisiti per il compostaggio di comunità e materiali ammissibili  

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta: come indicato dal decreto 266/2016 del Ministero dell’Ambiente, per avviare l’attività di compostaggio di comunità, l’organismo collettivo, ovvero due o più utenze domestiche o non domestiche costituite in condominio, associazione, consorzio, società o altre forme associative di diritto privato, comunica al comune competente l’avvio dell’attività. Le utenze riconosciute dall’organizzazione si devono trovare nelle immediate vicinanze o al massimo entro un km di distanza e possono conferire i loro rifiuti compostabili alla struttura. Rifiuti biodegradabili di cucine e mense, rifiuti biodegradabili prodotti da giardini e parchi, segatura, trucioli, residui di taglio, legno, piallacci, nonché carta e cartone sono i benvenuti. Un bel passo se si vuole eliminare costi di trasporto e trattamento e ridurre la produzione di rifiuti. Il compost dovrà però avere precise caratteristiche, definite all’art. 6 del decreto e per chi vuole approfondire il tema, i rifiuti e i materiali ammissibili nell’apparecchiature di compostaggio di comunità sono specificate nell’articolo 4. Inoltre con il compostaggio di comunità, proprio per la sua natura condivisa, si potrebbe riuscire, in tutto o almeno in parte, a limitare o superare alcuni intoppi tipici del compostaggio domestico, la presenza di cattivi odori soprattutto se non c’è un buon sistema drenante per il percolato (che qui almeno vengono circoscritti ad una sola area), la necessità di avere un giardino/area verde di almeno qualche decina di metri quadri, il tempo da dedicare alla pratica (un buon processo di compostaggio richiede una continua attività di monitoraggio e intervento), problemi con il vicinato.

Ma sono proprio le caratteristiche del territorio italiano e la presenza di tanti piccoli Comuni distanti dagli impianti di compostaggio a rendere questa soluzione particolarmente interessante anche dal punto di vista economico. Chiariamo un punto. Produrre compost non è soltanto un bel modo di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente producendo meno rifiuti. Produrre compost significa anche produrre ricchezza, dobloni d’oro sonanti. In un articolo pubblicato qualche mese fa da “la Repubblica” si faceva anche riferimento alle cifre: attualmente nel nostro Paese sono 308 gli stabilimenti attivi, che nel loro insieme incassano ogni anno 450 milioni di euro, mettendo in moto una filiera di 9.000 addetti con un fatturato complessivo (compreso l’indotto) di 1,7 miliardi di euro.  Mica male vero?

Come scrivevamo in apertura di questo articolo, nella cultura popolare la pratica del compostaggio è sempre stata una consuetudine e Il compostaggio è il modo più corretto per restituire alla natura lo scarto organico che produciamo. Oggi grazie a smartphone, tablet e connessioni possiamo mettere in collegamento quel mondo ricco di tradizioni rurali con il nostro presente.

Il supporto digitale

Uno strumento moderno di organizzazione e gestione del nostro compost ci viene offerto da applicazioni utilissime come Riciclario, partner tra l’altro del Consorzio Italiano Compostoria partire dall’auto-compostaggio domestico.

Pensiamo ad esempio a quei comuni in cui è previsto un sistema premiale per l’utilizzo di biocomposter; se sono un amministratore pubblico cosa posso fare per comunicare velocemente le giuste informazioni ai miei concittadini? Per fargli capire che il compostaggio nel mio comune è fonte di vantaggi anche economici? Posso adottare una App come Riciclario e distribuire sugli smartphone o tablet dei miei paesani informazioni dettagliate sul regolamento comunale relativo all’auto-compostaggio. Non solo. Se un mio cittadino volesse inviare una richiesta di compostiera in comodato d’uso gratuito, ove disponibile, cosa dovrebbe fare? Gli basterebbe accendere il suo smartphone lanciare l’App Riciclario e inoltrare in un batter d’occhio la richiesta alla sua amministrazione comunale. E sei io, Assessore all’Ambiente di un piccolo o grande comune d’Italia volessi monitorare l’utilizzo delle compostiere da parte dei miei concittadini? Ecco che mi viene in aiuto ancora una volta la App Riciclario che consente ai cittadini anche l’invio periodico di un report dettagliato. E a tutto questo si può accedere facilmente attraverso le sezioni del “compostaggio domestico”. Senza dimenticare poi che grazie a funzioni come “Promemoria e News” sempre presenti nell’App Riciclario, le amministrazioni comunali possono comunicare in tempo reale con i propri cittadini anche importanti novità legislative come la possibilità di proporre e iniziare l’attività di compostaggio di comunità.


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