Il cattivo esempio dell’arredo scolastico: come passare dallo spreco al riuso

Il cattivo esempio dell’arredo scolastico: come passare dallo spreco al riuso?

Qual è l’impatto ambientale dell’arredo scolastico? Come lo si smaltisce correttamente? Come scegliere matite e quaderni per evitare sprechi? Ecco alcune buone pratiche da conoscere per una scuola più ecosostenibile: dai quaderni in carta riciclata alle matite piantabili, passando per la borraccia e lo zaino in tessuto.

Sapere come smaltire correttamente l’arredo scolastico e imparare a scegliere il materiale, ispirandosi alla filosofia delle 3R ovvero riduci, riusa e ricicla, può aiutare l’ambiente e rendere il rientro a scuola più sostenibile.

A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole, abbiamo assistito già alle prime manifestazioni contro il cambiamento climatico dei Friday For Future e proprio mentre a Milano si è da poco concluso il Youth4Climate, vogliamo proporvi una lista di buone pratiche da seguire a casa e sui banchi per rendere  il ritorno a lezione più green, secondo i principi dell’economia circolare.

Secondo l’UNESCO, l’educazione allo sviluppo sostenibile (ESS) dovrebbe rientrare nel programma scolastico o, meglio, dovrebbe diventare parte integrante della cultura scolastica come elemento alla base dei suoi valori, delle sue attività e delle sue politiche. E, se come si dice, il buon esempio viene prima di tutto, deve essere innanzitutto la scuola a diventare un baluardo di sostenibilità. E’ sui banchi di scuola che gli studenti devono imparare ad affrontare i problemi ambientali e, lì dove fosse possibile, collaborare con insegnanti e personale non docente al fine di ridurre l’impronta ecologica e imparare ad adottare quei semplici comportamenti che riducono gli sprechi.

Per un istituto diventare una scuola sostenibile vorrebbe dire proporsi come un punto di riferimento in termini di impegno ambientale per le famiglie e per la comunità. Purtroppo le strutture scolastiche sostenibili in Italia scarseggiano e non bastano più le singole iniziative in tema ambientale promosse dagli studenti, per quanto lodevoli. Troppo spesso queste vengono condotte a macchia di leopardo, mentre le nefaste conseguenze del cambiamento climatico che colpiscono il nostro territorio dovrebbero richiamare maggiormente l’attenzione delle istituzioni ad organizzare progetti educativi su una base più estesa e sistematica. Nonostante tutto, non è detto che ciascuno non possa dare il suo contributo nel suo piccolo: con le giuste accortezze ed un po’ di attenzione, la vita scolastica si può rendere più sostenibile e i giovani possono essere messi in condizione di agire in maniera consapevole per il bene dell’ambiente.

Allora, noi partiamo dall’arredo scolastico. Con l’aiuto della nostra app Riciclario possiamo fare una corretta raccolta differenziata del materiale scolastico che non può più essere riutilizzato. E, nel momento dell’acquisto, ricordiamo ai nostri figli che ogni cosa ha un impatto ambientale e spieghiamo loro che è meglio acquistare materiali certificati e amici dell’ambiente che spesso durano per un lungo periodo, volendo anche per tutto un ciclo di studi. Dalla carta riciclata alle matite piantabili e agli zaini in tessuto, ecco qualche suggerimento per i nostri acquisti ecologici.

Come smaltire l’arredo scolastico

Iniziamo con i suggerimenti sull’arredo scolastico. Controlliamo il materiale che già abbiamo in casa e che va davvero sostituito, dividiamo penne, pennarelli e quaderni ecc che possono essere utilizzati da quelli che invece devono essere cestinati. Solo perché un colore è avanzato dall’anno prima non è detto che sia da buttare. Sostituite sono quelli inutilizzabili, lasciando gli altri.

In ogni caso se vi state chiedendo dove si buttano pennarelli e penne la risposta è nell’indifferenziato. Anche se di plastica, non sono imballaggi. La domanda è sempre la stessa: dove si buttano le biro, i pastelli, i pennarelli quando non sono più utilizzabili? E come vanno smaltiti? Il materiale da cancelleria non viene considerato imballaggio anche se contiene diversa plastica. Quindi no, non deve finire nel bidone della plastica! Semmai va conferito nella spazzatura indifferenziata. E se avete ancora dei dubbi potete farvi supportare dalla nostra app Reciclario oppure seguire le linee guida generali della differenziata del vostro Comune. Ma vediamo per quali motivi il materiale da cancelleria non va smaltito nella plastica.

Se ci trovassimo in mano una classica penna biro da buttare, naturalmente ci verrebbe in mente di sfilare la cannula di inchiostro e gettarla nella plastica. Purtroppo, commetteremmo un grande errore perché la plastica con cui sono prodotte le penne viene mescolata con i componenti chimici dell’inchiostro. Quindi non è riciclabile a differenza di quella degli imballaggi e perciò va nell’indifferenziato.

Lo stesso discorso vale per i pennarelli. I colori a spirito hanno la cannula dell’inchiostro fatta di feltro e toluene, quindi un materiale che rende la plastica porosa e poco rigida, quindi non riciclabile. Invece, i pastelli sono realizzati con una vernice biodegradabile e quando si temperano i loro trucioli possono essere gettati nell’organico.

Riassumendo, come viene elencato su Nonsprecare.it: “oggetti come gomme, compassi, matite, penne e altri oggetti multimateriale vanno nell’indifferenziato, temperini, taglierini, righe e squadre, o comunque cose in plastica rigida possono essere conferite nella plastica, quaderni e libri nella carta”. Gli zaini e gli astucci vecchi possono essere conferiti nella raccolta degli abiti usati ove previsto.

Una volta visto come dobbiamo smaltire il materiale scolastico inutilizzabile, passiamo a vedere come fare acquisti consapevoli e amici dell’ambiente.

Scegliere un materiale scolastico green, non usa e getta

Prima di procedere con nuovi acquisti, concentriamoci sul materiale scolastico che abbiamo in casa e che può essere riutilizzato. Come abbiamo detto prima, è importante spiegare ai nostri figli che per essere sostenibili a scuola, è necessario seguire la regola delle 3R (riduci, riusa e ricicla).

Aiutiamoli a ridurre gli acquisti solo allo stretto necessario, riutilizzando zaini e astucci che avete in casa nell’ottica del risparmio economico e ambientale. Magari potete provare a ridare una nuova vita agli zaini vecchi personalizzandoli con gadget, spille e altri accessori.

Invece nel caso in cui l’acquisto di un nuovo zaino o astuccio fosse proprio necessario, insegniamo ai nostri ragazzi a scegliere prodotti che a loro piacciono, ma che siano sufficientemente durevoli (possibilmente per un intero ciclo di studi) e che abbiano così anche un basso impatto sull’ambiente. Aiutiamoli a diffidare dei prodotti all’ultima moda tanto reclamizzati dalla pubblicità: non raramente questi prodotti si rivelano scelte poco ecologiche. Infatti, una linea commerciale legata strettamente a un cartone o al personaggio del momento spesso non è durevole nel tempo e viene considerata già vecchia l’anno successivo. Se vogliamo effettuare degli acquisti sostenibili, possiamo comprare gli zaini realizzati con tessuti biologici come il cotone o la canapa.

Una volta individuati zaini e astucci, la prima cosa da fare è aspettare ciò che dicono gli insegnanti: sono loro a indicare cosa è realmente necessario. Una volta in possesso della lista della spesa e prima di correre in cartoleria a fare acquisti frettolosi, faremmo bene ad assicurarci sempre di aver realmente bisogno di nuovi pennarelli o pastelli. Rimpinguiamo gli astucci solo con i colori mancanti e solo all’occorrenza, magari anche nei mesi successivi all’inizio della scuola.

Nel caso sia necessario acquistare nuove confezioni, ricorriamo ai materiali ecologici e certificati. Scegliere matite e colori di legno con una provenienza certificata dal marchio Pefc (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes, anche noto come Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale che assicura che i materiali impiegati provengono da foreste gestite secondo criteri di sostenibilità).

Limitiamo l’acquisto di penne usa e getta a favore di una soluzione più ecologica: preferiamo all’usa e getta penne in bambù, in amido di mais biodegradabile o in materiale riciclato o con cartucce sostituibili o ricaricabili. Un acquisto molto simpatico potrebbe essere la matita in legno di betulla che, una volta usata, può essere piantata e diventa una piantina.

Sicuramente i quaderni sono tra i materiali più utilizzati durante l’intero anno scolastico: controlliamo i quaderni dell’anno precedente, magari alcuni sono rimasti intatti o hanno tanti fogli inutilizzati che possono andare bene almeno per prendere appunti o per disegnare. Al momento dell’acquisto, è bene non farsi sopraffare dalle offerte che spingono ad acquistare molti più pezzi di quanti ne servano e per salvaguardare gli alberi è meglio scegliere blocchi e quaderni in carta riciclata.

Anche in tema di righelli e squadrette esistono quelle realizzate in cartone o in legno, in bioplastiche prodotte con plastica proveniente, in buona parte, dal riciclo.

Oltre agli acquisti ecologici, a fare la differenza sono i comportamenti. Adottare altre buone pratiche come andare a scuola a piedi, in bici o con i mezzi, usare i libri di testo in versione digitale, bandire dalle mense le bottigliette di plastica monouso in favore delle borracce in alluminio può davvero fare la differenza…

E sarebbe davvero una buona cosa se la scuola si facesse promotrice di attività quotidiane che abbiano come focus le tematiche ambientali come la raccolta differenziata, il risparmio energetico, ecc …Lavori di gruppo che possano rendere i ragazzi consapevoli d’essere parte di una comunità e allo stesso tempo del loro ruolo attivo per la sostenibilità ambientale.

La sostenibilità si può, e si deve insegnare.

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