Impronta ecologica

Impronta ecologica

Nel 1996 Mathis Wackernagel ha creato la metodologia dell’impronta ecologica, un indice sintetico che da una parte rappresenta la superficie di terra e mare necessari per sostenere i fabbisogni di una popolazione (per rigenerare risorse consumate, smaltire rifiuti, produrre energia, costruire infrastrutture, impianti, abitazioni, trasporti, ecc.) e dall’altra è comparato con la biocapacità (disponibilità effettiva di area produttiva) fornendoci così una indicazione sulla sostenibilità dei livelli di consumo di una popolazione. Nel 2013 la Commissione Europea ha pubblicato una Raccomandazione (179/2013) relativa all’uso di metodologie comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita delle organizzazioni. L’impronta ambientale delle organizzazioni OEF (Organisation Environmental Footprint) è un metodo basato sul Life Cycle Assessment (LCA), impiegato al fine di calcolare la performance ambientale di un’organizzazione. L’impronta ambientale di prodotto PEF (Product Environmental Footprint) utilizza lo stesso metodo e approccio per calcolare la performance ambientale di un prodotto o di un servizio.

(Made Green In Italy)

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