Smaltimento e recupero dei Raee: la strada di uscita dall’emergenza passa dall’economia circolare

Smaltimento e recupero dei RAEE: approfondiamo i motivi per cui i rifiuti elettrici ed elettronici aziendali e familiari possono creare un beneficio per l’ambiente grazie a uno smaltimento e a un recupero professionale.

In questo periodo di gestione dell’emergenza Covid-19 in molti – famiglie, uffici, piccole e grandi imprese – hanno dovuto utilizzare in maniera massiccia strumenti tecnologici come tablet, computer, webcam, stampanti e monitor. Sia per lo smartworking sia per la didattica a distanza, in molti hanno dovuto avvicinarsi per la prima volta a questi strumenti mentre altri hanno dovuto aggiornare la propria dotazione ormai obsoleta. È lecito dunque aspettarsi nei prossimi mesi un innalzamento della produzione dei rifiuti elettrici ed elettronici proprio a causa del rinnovo e aggiornamento “hardware” da parte di famiglie e imprese.

La quarantena per molti ha significato, inoltre, fare pulizie e piccoli lavori domestici. Nel sistemare un cassetto o svuotare uno scatolone in cantina, spesso sono emerse vecchie apparecchiature elettroniche. Telefonini, frullatori, telecomandi e caricabatterie di ogni genere che erano stati messi da parte in attesa di essere portati al CCR (centro comunale di raccolta rifiuti), ma che poi sono finiti dimenticati.

Insomma, oggi le nostre case, i nostri uffici e le nostre aziende sono sommersi da una grossa mole di rifiuti elettrici ed elettronici (RAEE): computer dismessi, telefoni cellulari, pannelli fotovoltaici, tutti device che al loro interno contano schede e altri componenti elettronici. Non ci rendiamo conto di essere circondati da vere e proprie miniere urbane che se non gestite correttamente in fase di smaltimento/recupero possono creare un danno davvero serio per l’ambiente.

Schede elettroniche, rifiuti RAEE e rifiuti speciali

Il recupero di materiali dalle schede elettroniche, ad esempio, rappresenta una grossa opportunità per la tutela ambientale legata sia al valore intrinseco dei materiali sia al  loro riutilizzo nella produzione della componentistica hi-tech. La richiesta di questi materiali negli ultimi anni è notevolmente aumentata, determinando una grossa difficoltà nella loro reperibilità, data anche dalla disponibilità limitata e condizionata dal monopolio asiatico.

Nella categoria delle schede elettroniche annoveriamo le schede madre dei pc, la RAM, il processore, le varie schede di rete, le schede audio e video, e ogni tipo di scheda e dimensione… E tutte vengono classificate come rifiuti RAEE, rifiuti delle apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. In aggiunta, se fossero rifiuti prodotti da industrie e aziende, si potrebbero tranquillamente etichettare come rifiuti speciali.

La gestione dei rifiuti speciali si differenzia da quella dei rifiuti urbani perché non spetta alla pubblica amministrazione la raccolta e l’avvio a recupero/smaltimento, ma il produttore del rifiuto deve rivolgersi ad aziende private che offrono servizi quali smaltimento, gestione del rifiuto, trasporto, gestione documentale, analisi, ecc…

Inoltre, le schede come altri componenti informatici vengono indicati anche come rifiuti pericolosi in quanto contengono sostanze pericolose e tossiche, oltre ai metalli e alla plastica. Non a caso tra i vari C.E.R. (Codice Europeo Rifiuti) che raggruppano i rifiuti elettronici, ne figurano molti nocivi alla salute e all’ambiente che richiedono un trattamento di smaltimento professionale e adeguato.

Nella lista non esaustiva, vediamo molti codici indicati con il simbolo asterisco (*) in quanto sono rifiuti classificati come pericolosi:

  • 160209* (trasformatori e condensatori contenenti PCB);
  • 160211* (apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC);
  • 160213* (apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci 160209 e 160212);
  • 160214 (apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 160209 a 160213);
  • 160216 (componenti rimosso da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 160215);
  • 160602* (batterie al nichel-cadmio).
  • 200121*(tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio);
  • 200123*(apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi);
  • 200136 (apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 200121, 200123 e 200135);
  • 200135* (apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce 200121 e 200123, contenenti componenti pericolosi);

Il processo di recupero delle schede elettroniche costituito da smontaggio dei dispositivi in disuso, bonifica e recupero dei materiali deve essere eseguito con attenzione e in modo scrupoloso: il primo passo da fare è contattare un’azienda specializzata e concordare la raccolta e lo smaltimento dei RAEE aziendali presso un centro autorizzato.

Smaltimento delle schede elettroniche

A livello aziendale, gli apparecchi informatici non più in uso, essendo dei beni aziendali, dovranno seguire il processo di smaltimento stabilito dalle procedure relative ai cespiti aziendali e, come abbiamo scritto pocanzi, le schede elettroniche in qualità di RAEE aziendali (professionali) vanno trattati come rifiuti speciali.

In generale, la gestione dei rifiuti speciali è un processo piuttosto complesso.

Per prima cosa, i produttori di rifiuti devono avere un registro di carico e scarico dove annotano tutte le informazioni, dal sul volume dei rifiuti prodotti alla tipologia. I rifiuti vanno stoccati in aree dedicate, adeguatamente contrassegnate e delimitate per non disperdere le sostanze pericolose nell’ambiente. I contenitori vanno contrassegnati dalle etichette informative e dal codice C.E.R. che comunica provenienza, processo e tipo di rifiuto generato.

Fare e comunicare l’analisi del rifiuto è importante ai fini dello smaltimento poiché non sempre un RAEE è riconducibile a un unico processo produttivo, spesso vengano apportate modifiche alla sua composizione. Il trasporto agli appositi impianti di recupero e smaltimento infine avviene all’interno di appositi colli: l’azienda produttrice può inviare i rifiuti agli impianti ogni 3 mesi, a prescindere dalla quantità prodotta oppure entro 1 anno dalla produzione, se la quantità sia inferiore a 30 metri cubi di cui al massimo 10 metri cubi di rifiuti pericolosi.

In particolare, ricordiamo che le schede elettroniche contengono sostanze e materiali tossici per l’ambiente e per la salute umana: è bene procedere allo smaltimento attenendosi alla normativa vigente e avvalendosi dei servizi offerti da aziende competenti del settore.

La normativa sullo smaltimento dei componenti elettronici, disciplinato dalla Direttiva Europea RAEE che in Italia è stata recepita dal decreto RAEE, stabilisce che il produttore del rifiuto sia anche il responsabile del suo corretto smaltimento e prevede sanzioni pecuniarie importanti per chi non assolve tale obbligo. La Direttiva Europea è molto seria sulla raccolta e smaltimento di schede elettroniche e prevede che questi rifiuti debbano essere gestiti da un’azienda accreditata che si occupi della gestione dei rifiuti elettronici.

Recupero metalli dalle schede elettroniche

Come abbiamo visto, le schede elettroniche come gli altri RAEE contengono vari metalli. Tutte queste materie prime possono essere recuperate e reimpiegate nel circuito produttivo, evitando di disperdere sostanze tossiche e inquinanti e  risparmiando risorse importanti.

Per il recupero schede elettroniche in modo corretto è necessario prenotare un servizio raccolta e smaltimento rifiuti elettronici. Nel 2017 in Italia sono stati riciclati circa 5 Kg di rifiuti RAEE per abitante, siamo ancora lontani dagli obiettivi di riciclo e recupero rifiuti stabiliti dall’Unione Europea.

In Italia si utilizzano principalmente tre sistemi per recuperare i rifiuti e i metalli da schede elettroniche:

  • la frantumazione e la separazione meccanica di prodotti elettronici;
  • la pirogassificazione di schede elettroniche per il recupero attivo, ideato dal Centro Sviluppo Materiali;
  • le tecniche idrometallurgiche di trattamento in corso di sviluppo all’ENEA che permettono di ottenere metalli di elevato grado di purezza con un basso impatto ambientale.

Ecco che conviene affidarsi alle aziende specializzate che si occupano della raccolta, trasporto presso impianti di trattamento, smontaggio ed emissione dei documenti ufficiali che attestano l’avvenuto smaltimento di schede elettroniche consentendo di scaricare il materiale dal registro dei cespiti aziendali e di ottenere un risparmio immediato.

La strada di uscita dall’emergenza che stiamo vivendo passa necessariamente dall’economia circolare: gli sforzi fatti negli ultimi anni in chiave ecologica non possono essere vanificati da una rincorsa economica che non tiene conto dell’ambiente. I primi a dare l’esempio sono i cittadini, differenziando e conferendo correttamente i loro rifiuti elettronici.

L’App Riciclario e la raccolta dei RAEE

Riciclario supporta cittadini e imprese nella corretta gestione dei rifiuti e dunque anche dei RAEE. Un primo aiuto è offerto dal “Dizionario dei Rifiuti” presente nella App. Se non sai dove conferire un rifiuto, e soprattutto se non ti è chiaro se un rifiuto è annoverabile o meno tra i RAEE, lo puoi cercare sul dizionario e trovare tutte le indicazioni sulle modalità di conferimento.

Per i RAEE più ingombranti, Riciclario offre ai cittadini ulteriori informazioni: grazie alla funzionalità della sezione “Centro di Raccolta” (qualora attivo nel proprio comune!) Riciclario fornisce dettagli sulle modalità di conferimento presso i Centri Comunali di Raccolta presenti sul territorio (orari di apertura, tipologie di rifiuto conferibili, utenti abilitati, ecc..); inoltre attraverso la sezione “Servizi a chiamata” sarà possibile, nei comuni che hanno attivato il servizio, richiedere al gestore il ritiro a domicilio del RAEE ingombrante.

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