Tari e tariffa puntuale: strumenti ed opportunità. Le novità del DM 20 aprile 2017.

Quando paghiamo un servizio, una imposta, accade questo: non paghiamo in base all’effettivo utilizzo del servizio. La tariffa puntuale per il servizio di raccolta dei rifiuti urbani invece, vuole proprio rispondere a questo tipo di esigenza. Pagare il giusto.

Sarà capitato anche a voi. Gli amici vi invitano per una cena al ristorante, non li vedete da tanto tempo, non avete una gran fame quella sera, ma li seguite lo stesso. Arrivati al ristorante con una certa pudicizia ordinate il minimo indispensabile… saltate l’antipasto… e poi solo due spaghetti cacio e pepe e mezza minerale. Niente da fare. Tra i commensali ci sono tre vostri ex compagni di liceo che hanno scambiato quella serata conviviale nel compleanno di Shaggy e Scooby-Doo con relativa abbuffata fantozziana da competizione. Prosciutto di Parma, bocconcino di Bufala, salame e focaccia al rosmarino … tagliata di seppia, polipo all’insalata, gamberi lessi all’olio e limone, salmone norvegese … crocchettine, arancine di riso, frittelline di zucchine e gamberi, bignè alle verdurine, mozzarella in carrozza, granatine di melanzane … solo per cominciare. Il tutto innaffiato da un ottimo Bombino Bianco di Castel del Monte. E voi, tristi e mesti sulla vostra cacio e pepe sociale. E a fine cena qualcuno che urla: paghiamo alla romana! Insomma il vostro piatto unico minimalista e la faccia tosta di tre vecchi amici, vi costano a pancia vuota ben 45 euro e due compresse di Malox.

Ecco, a volte anche quando paghiamo un servizio, una imposta, accade questo. Non paghiamo in base all’effettivo utilizzo del servizio. La tariffa puntuale per il servizio di raccolta dei rifiuti urbani invece, vuole proprio rispondere a questo tipo di esigenza. Pagare il giusto.

La tariffa puntuale trova la sua perfetta applicazione nel calcolo dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani. Non si basa più solo sul metodo presuntivo e sul criterio dei metri quadrati dell’immobile, ma soprattutto su quanti rifiuti sono prodotti e differenziati. Insomma, l’utente paga soprattutto in proporzione al rifiuto che produce: quindi meno rifiuti indifferenziati produce, meno spende.

La tariffa puntuale come strumento di equità fiscale e un incentivo verso gli obiettivi dell’economia circolare

Il cardine su cui gira la tariffa puntuale, almeno secondo quanto stabilito dal D.M. 20 aprile 2017 è quello della misurazione dei rifiuti. Su questo, ci viene incontro proprio l’articolo 6 del Decreto che recita a proposito della misurazione … “mediante pesatura diretta, con rilevazione del peso, o indiretta mediante la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza” e questo può avvenire ovviamente con diversi metodi.

Insomma questo tipo di tariffazione rappresenta al tempo stesso uno strumento di equità fiscale e un incentivo verso gli obiettivi dell’economia circolare, soprattutto attraverso la lotta allo spreco di cibo (perché anche lo spreco si paga), la raccolta separata della frazione organica e l’allungamento della vita dei prodotti (perché prima di buttare qualcosa e pagarne il costo di discarica ci penseremo due volte).

I metodi più diffusi per “contabilizzare” i rifiuti

Ma quali sono i metodi più diffusi per “contabilizzare” i rifiuti? In generale viene misurato almeno il rifiuto indifferenziato (il principio generale è “pago per quanto rifiuto indifferenziato produco”) e sono diversi i metodi di misura, si va dai bidoncini o ai sacchetti completi di chip per il riconoscimento dell’utenza, soprattutto in quei Comuni che hanno la raccolta domiciliare ai cassonetti con riconoscimento dell’utenza con chiave elettronica dove è presente la raccolta stradale; poi ci sono i sacchetti prepagati con codice a barre, e altri comuni che usano un po’ tutte queste soluzioni.

Certo a qualcuno può venir voglia di buttare la spazzatura indifferenziata dalla finestra o lanciarla dal finestrino dell’auto alla prima gita fuori porta. “Non ho volume, non ho peso, non ho spazzatura quindi non pago”… penserà. Per evitare questo rischio, la maggior parte dei comuni potrebbe stabilire un numero di conferimenti minimi che verrebbero comunque fatti pagare, il cui calcolo in genere si basa su dati statistici provenienti dal territorio. Ecco allora che in tal caso la tariffa puntuale oltre ad una parte fissa (serve a coprire i costi dei servizi svolti per la collettività in generale: servizi di spazzamento, pulizia degli spazi pubblici, costi di gestione, ecc.) nella maggior parte delle bollette presenta la parte variabile sia in relazione al minimo che alle eccedenze. E se non dovesse bastare ricordiamo che in molti comuni sono presenti delle foto-trappole mobili … per i più incauti zozzoni.

L’obiettivo resta uno e deve essere chiaro: chi meglio differenza e meno produce rifiuti non differenziati, va premiato. Molti amministratori comunali hanno capito che risparmiare sulla gestione dei rifiuti è possibile, senza diminuire i servizi. Il segreto sta nel puntare su un forte aumento della raccolta differenziata e sulla riduzione delle quantità. Perché, ne siamo ormai tutti consapevoli, i rifiuti, possono trasformarsi da una voce di costo a un generatore di risorse, risparmi e occupazione.

Eppure la tariffa puntuale stenta a decollare. Se da una parte raccolta differenziata e tariffa puntuale generano virtù, in molti altri Comuni c’è chi ha deciso di mantenere un sistema più semplice e comodo per chi deve incassare la tassa per coprire i costi di igiene urbana, ma molto iniquo per gli utenti virtuosi che riescono a ridurre i rifiuti non riciclabili. Parliamoci chiaro: la “vecchia” tassa calcolata sui metri quadri e componenti del nucleo si basa su un imponibile facilmente quantificabile e non coinvolge i cittadini, non li mette alla prova. L’attuazione del regime tariffario puntuale invece mette alla prova gli amministratori dei Comuni ai quali è richiesto, almeno inizialmente, un maggiore impegno dal punto di vista organizzativo e soprattutto i cittadini che devono, sin dal momento dell’acquisto di un bene o prodotto, pensare a quanto quel bene o prodotto peserà nelle loto tasche in termini di smaltimento.

La tariffa puntuale aumenta e migliora la qualità della raccolta differenziata.

E poi c’è una conseguenza non trascurabile, da citare con un pizzico di malizia. Con la tariffa puntuale, sicuramente aumenta e migliora di qualità la raccolta differenziata. Ma cosa accade se la raccolta differenziata supera un certo livello e i rifiuti da smaltire in discarica o bruciare diminuiscono drasticamente? Bene per tutti? Certamente. Meno per i termovalorizzatori, costretti forse a cercarli altrove i rifiuti da bruciare, anche a costo di ridurre le tariffe di conferimento e quindi gli utili di gestione. Insomma il “cui prodest” è tutto a favore dei cittadini. Peccato che in Italia meno del 3% dei Comuni applichi questa tariffa. Stando all’ultimo dossier rifiuti urbani dell’Ispra, infatti, nel 2016 solo 223 comuni dei quali ben 221 al Nord e nessuno al Sud hanno applicato la tariffa puntuale.

Come sempre c’è chi vive queste novità come un obbligo e altri come un’opportunità. Forse perché molti amministratori pubblici vedono nella scelta di una tariffa puntuale un grosso impegno tecnologico e quindi di denaro delle casse comunali. Agli occhi di un amministratore o di un gestore ambientale è grande l’impegno per munirsi di un sistema composto da applicativi software e dispositivi di misurazione. Eppure la gestione dei rifiuti non dovrebbe essere solo un problema tecnologico, ma organizzativo, dove il valore aggiunto non ce lo fornisce la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale. Una sostenibilità che ha parole d’ordine ben precise: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (spesso più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo ad esempio di pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari con imballaggi minimi, sostituzione degli shoppers in plastica con sporte riutilizzabili e così via. In conclusione, un sistema che riduce l’importo della bolletta e incentiva e premia il comportamento positivo di cittadini e imprese, implementando la direttiva europea che chiede di andare nella direzione del “pay as you throw” (PAYT).

Strumenti per supportare il passaggio alla tariffa puntuale

tariffa puntuale

Certo è un grande cambiamento quello che porta l’Italia ad adeguarsi alle scelte europee dove la tariffa puntuale è la regola. E come tutti i cambiamenti può essere faticoso. Ma esistono strumenti che, come cittadini o come amministratori, possono assisterci in questo passaggio. Per tenere sotto controllo la nostra situazione con i pagamenti delle tariffa sui rifiuti o per ricevere le giuste informazioni dal nostro Sindaco sulle modalità di conferimento o sui contenitori, ad esempio. Uno di questi strumenti è proprio l’Applicazione Riciclario. Il giusto complemento per tutte quelle amministrazioni pubbliche che hanno introdotto o stanno per introdurre la tariffa puntuale per i rifiuti. Un grande aiuto per i cittadini che diventa uno strumento indispensabile per quelle amministrazioni che desiderano fornire ai loro cittadini un grande segnale di trasparenza.

Tante sono le cose che Riciclario può fare per noi grazie soprattutto all’integrazione con Wintarif, il software realizzato da Softline e scelto da molti Comuni italiani. Per cominciare è possibile con immediatezza per ciascuno cittadino tenere sotto controllo la propria posizione TARI. Vogliamo sapere quanto siamo stati “virtuosi”? Quanti conferimenti abbiamo fatto ai fini della tariffazione puntuale? Ce lo dice Riciclario! Vogliamo sapere quanti conferimenti abbiamo effettuato presso l’Isola Ecologica? Ce lo dice Riciclario! Se poi è attivo un servizio premiante a punti, si potrà visualizzare anche il totale accumulato. Vogliamo visualizzare l’elenco di tutti i pagamenti effettuati o da effettuare, con la possibilità di scaricare le fatture? Lo facciamo velocemente grazie a Riciclario. Abbiamo bisogno dell’elenco dei contenitori consegnati e associati alla nostra utenza TARI, con tutte le informazioni relative dalla data di consegna, alla matricola, alla descrizione? Con un click apriamo la nostra Applicazione Riciclario e troviamo tutte queste informazioni. Ma non finisce qui. Riciclario è una vera manna per quegli amministratori che fanno della trasparenza la loro bandiera. Riciclario infatti informa sulle fattura emesse, sui pagamenti andati a buon fine e ovviamente sulla scadenza di ogni rata, facendo virtualmente entrare il cittadino nella gestione amministrativa della sua utenza. Senza dimenticare che Riciclario è molto altro ancora: offre ai cittadini/utenti uno strumento per segnalare eventuali disservizi o la necessità di un ritiro ingombranti.

Ed è grazie a strumenti di comunicazione, controllo e verifica come Riciclario, perfettamente integrabili nella logica della tariffazione puntuale, che si può oggi concretamente realizzare quell’incentivazione economica che spinge i cittadini verso comportamenti sempre più virtuosi.  Da una parte la progressiva riduzione della produzione di rifiuto secco non riciclabile da avviare a smaltimento e il naturale incremento della percentuale di raccolta differenziata e di recupero della materia fatta proprio dagli utenti, e dall’altra per le amministrazioni, l’allineamento tra ricavi, costi reali del servizio e copertura delle spese di investimento oltre ad una maggiore trasparenza e semplificazione.

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