Viva i RAEE! Le novità sui rifiuti elettrici ed elettronici, introdotte dall’Open Scope.

Viva i RAEE! Le novità sui rifiuti elettrici ed elettronici, introdotte dall’Open Scope.

E’ l’acronimo che indica i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Per noi di Riciclario, un’occasione, di informarvi sul significato di questo termine, diffondendo la consapevolezza che il corretto smaltimento di questi rifiuti genera valore e salvaguarda l’ambiente.

Molti di noi non più giovani, ricordano con nostalgia quando da bambini in ogni angolo del quartiere c’era almeno un negozio per la riparazione dei televisori. Un garage riparatutto, una vetrina sgangherata con la scritta TV fatta con il nastro isolante. Tra i fumi di un saldatore a stagno, si apriva la patria di valvole, transistor e resistenze. Vivevamo con fusibili che saltavano ad ogni allegro sbalzo di corrente e qualcuno cercava di contrastare la situazione acquistando un voluminoso stabilizzatore che a casa della nonna faceva bella mostra di se sotto il carrello porta televisore.

Era l’epoca del grande riuso. Dell’infinito riuso. Il sacro televisore doveva durare almeno venti anni … ma altri ricorderanno indistruttibili elettrodomestici come quei frigoriferi Zoppas che hanno ghiacciato le Fanta della nostra vita per quasi trent’anni! Ma soprattutto la “tele”, era un oggetto sacro, al pari del corredo da sposa di mamma, del servizio buono, dei dischi di papà, dei vestiti della domenica. Fatta per durare. Per accompagnarci. Per sempre. A quel tempo, ciò che si rompeva, non si ricomprava. Si riparava.

E poi arrivò il consumismo elettronico. L’obsolescenza programmata. Se si rompe un circuito integrato oggi butti via tutta la scheda o tutto l’apparecchio. Se il cellulare si impalla lo lanci dalla finestra. Se il pc si riscalda dopo due minuti stai su Amazon a comprarne un altro. Un consumismo, spesso sfrenato, che porta grandi problemi ambientali.

Perché i nostri capricci tecnologici o device indispensabili a fine vita diventano RAEE, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche e ahinoi, contengono anche sostanze dannose per l’ambiente e la nostra salute.

Come ci racconta la cronaca, spesso questi rifiuti prendono addirittura il largo per essere riversati illegalmente nelle grandi discariche dei paesi più poveri del pianeta, dove magari le materie combustibili vengono bruciate all’aria aperta, rilasciando nella poca aria pulita del pianeta fumi e gas tossici. Bruciano così, senza alcuna precauzione per la salute e per l’ambiente. In un secondo tempo, poi, quelle preziose ceneri che contengono metalli preziosi, vengono pulite ed esportate ridiventando materie prime, utili a costruire nuove apparecchiature elettroniche. Insomma un bel circolo vizioso, anzi un riciclo velenoso.

Secondo i numeri dell’ONU oggi ogni persona getta 7 chili di rifiuti di tipo elettrico ed elettronico all’anno, per un totale vicino ai 49 milioni di tonnellate. Una cifra che tra cinque anni salirà a 65,4 milioni di tonnellate. Le principali problematiche relative allo smaltimento di questi rifiuti derivano dal tipo di materiali che li compongono: piombo, mercurio, plastica, rame, ferro, acciaio, alluminio, vetro, argento, oro.  Per questo motivo sono necessari impianti e competenze tecnologicamente avanzati, per trasformare un problema in una risorsa e ovviamente norme adeguate.

Arriva l’Open Scope

Oggi esistono molte leggi che tentano di disciplinare questo settore. Norme che mettono al centro il principio della responsabilità del produttore. Norme pensate per prevenire la produzione dei RAEE, promuovere il reimpiego, il riciclaggio ed il loro recupero, ridurre l’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche e migliorare, sotto il profilo ambientale, l’intervento dei soggetti che partecipano al ciclo di vita di queste apparecchiature.

A livello europeo c’è la Direttiva 2012/19/EU, che regola i modi e i criteri con cui i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche devono essere trattati. In Italia c’è il Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014 e i correlati Decreti Ministeriali, che disciplinano alcuni aspetti attuativi (Decreto Ministeriale 13 dicembre 2017 , n. 235 – Decreto Statuto-Tipo dei consorzi; Decreto Ministeriale 9 marzo 2017, n.68 – Decreto garanzie finanziarie; Decreto Ministeriale 17 giugno 2016 – Decreto tariffe; Decreto Ministeriale 31 maggio 2016, n.121 – Decreto “uno contro zero”).

Qualcosa di importante è accaduto nei mesi scorsi proprio nell’ambito normativo legato ai RAEE. E’ entrato in vigore l’Open Scope, che è una estensione della normativa RAEE che include in questa categoria anche altri prodotti prima non previsti. In particolare, l’Open Scope fa rientrare nella definizione di RAEE, insieme ai grandi e piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, sorgenti luminose, schermi, fusibili, chiavette usb, spine, morsettiere, prolunghe e così via. Insomma qualsiasi apparecchiatura elettrica ed elettronica che non sia esplicitamente esclusa oggi è a tutti gli effetti un RAEE.

Questo allargamento prevede che i prodotti non siano più classificati sulla base di criteri merceologici ma dimensionali. Precisamente prima di questa riforma o meglio riclassificazione le categorie previste erano dieci, ora passano a 6 con due categorie aperte relative ad apparecchiature di grandi e piccole dimensioni. Secondo alcuni osservatori il campo di applicazione della normativa RAEE viene esteso andando a interessare oltre 6.000 nuove aziende, che andrebbero ad aggiungersi alle circa 7.000 già oggi interessate dalla normativa RAEE, generando un raddoppio dei rifiuti elettronici da gestire. Da una parte entrano quindi in gioco nuovi prodotti da trattare come RAEE e dall’altra nascono di fatto delle nuove categorie.

Vediamo allora questa nuova classificazione dei RAEE:

  1. Apparecchiature per lo scambio di temperatura;
  2. Schermi monitor ed apparecchiature dotate di schermi di superficie superiore a 100 cm 2;
  3. Lampade;
  4. Apparecchi di grandi dimensioni (con almeno una dimensione esterna superiore a 50 cm), compresi ma non solo: elettrodomestici; apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni; apparecchiature di consumo; lampadari; apparecchiature per riprodurre suoni o immagini, apparecchiature musicali; strumenti elettrici ed elettronici; giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport; dispositivi medici; strumenti di monitoraggio e di controllo; distributori automatici; apparecchiature per la generazione di corrente elettrica. Questa categoria non include le apparecchiature appartenenti alle categorie 1, 2 e 3;
  5. Attrezzature di piccole dimensioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm), compresi ma non solo: elettrodomestici; apparecchiature di consumo; lampadari; apparecchiature per riprodurre suoni o immagini, apparecchiature musicali; strumenti elettrici ed elettronici; giocattoli e apparecchiature per il tempo libero e lo sport; dispositivi medici; strumenti di monitoraggio e di controllo; distributori automatici; apparecchiature per la generazione di corrente elettrica. Questa categoria non include le apparecchiature appartenenti alle categorie 1, 2, 3 e 6;
  6. Piccole apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni (con nessuna dimensione esterna superiore a 50 cm).

Le linee guida del Ministero

Per evitare la confusione che spesso accompagna queste norme, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio ha pubblicato delle linee guida operative che entrano nel dettaglio dell’applicazione del Decreto Legislativo. Per scaricare la brochure digitale seguite questo link.

La cosa che ci sembra più importante è che questa norma si inserisce bene nel quadro generale delle nuove direttive europee su rifiuti e riciclo che sono state recentemente pubblicate in Gazzetta Ufficiale. In particolare la direttiva 2018/850 sulla riduzione delle discariche per prevenire le ripercussioni negative sull’ambiente, la Direttiva 2018/851 che riguarda la produzione di rifiuti, la direttiva Direttiva 2018/852 che interviene infine su imballaggi e rifiuti da imballaggio, con misure per prevenirne la produzione, e infine la Direttiva 2018/849 relativa a pile e accumulatori.

Le piccole apparecchiature elettriche ed elettroniche

Come utile memorandum per noi cittadini inquinanti, vogliamo qui elencare quelle piccole apparecchiature elettriche ed elettroniche che usiamo tutti i giorni e che vanno, o meglio andrebbero, opportunamente conferite: aspirapolvere, scope meccaniche, macchine per cucire, lampadari, forni a microonde, ventilatori elettrici, ferri da stiro, tostapane, coltelli elettrici, bollitori elettrici, sveglie e orologi, rasoi elettrici, bilance, apparecchi tagliacapelli e apparecchi per la cura del corpo, calcolatrici, apparecchi radio, videocamere, videoregistratori, apparecchi hi-fi, strumenti musicali, apparecchiature per riprodurre suoni o immagini, giocattoli elettrici ed elettronici, apparecchiature sportive, computer per ciclismo, immersioni subacquee, corsa, canottaggio, rivelatori di fumo, regolatori di calore, termostati, piccoli strumenti elettrici ed elettronici, piccoli dispositivi medici, piccoli strumenti di monitoraggio e di controllo, piccoli apparecchi che distribuiscono automaticamente prodotti, piccole apparecchiature con pannelli fotovoltaici integrati. Saremo così virtuosi da non buttare tutto nel secchione dell’indifferenziata?

Oltre a noi cittadini, va detto, le principali conseguenze dell’Open Scope riguardano da una parte coloro che già si configuravano come produttori/importatori di AEE, per i quali le novità implicano la necessità di adeguare la classificazione delle AEE con le nuove categorie; dall’altra le imprese che producono/importano apparecchiature che prima non erano AEE ma che adesso lo sono, le quali imprese, già a partire dal 15 agosto 2018, devono essere in regola con tutti gli adempimenti previsti per i produttori e infine coloro con i quali noi cittadini entriamo più in contatto, cioè distributori, installatori, centri di assistenza che dovranno applicare le procedure e gli adempimenti specifici previsti per tali rifiuti, qualora un’apparecchiatura da loro distribuita o installata che rientra nel nuovo campo di applicazione diventasse rifiuto.

Ma le norme non bastano. Con circa 5 kg per abitante di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (Raee) raccolti ogni anno, l’Italia rimane fanalino di coda in Europa, dove Francia, Regno Unito, Irlanda, Austria e Belgio si posizionano oltre gli 8 kg e Svizzera e Norvegia arrivano addirittura a 15.

Rifiuto o riuso?

Cosa possiamo fare allora noi cittadini concretamente? Per cominciare ci dobbiamo informare. Un aiuto concreto ci viene offerto ancora una volta da Riciclario la nostra applicazione progettata per aiutare i cittadini, i Comuni e le imprese che si occupano di servizi ambientali a gestire correttamente i rifiuti urbani e la raccolta differenziata.

In generale, se parliamo di RAEE domestici, quelli generati dai nuclei famigliari, per il corretto smaltimento dei RAEE bisogna portarli presso le isole ecologiche comunali. Se si tratta di RAEE ingombranti è però necessario richiedere il ritiro a domicilio offerto gratuitamente in molte città italiane. Se lo smaltimento invece è legato all’acquisto di un nuovo elettrodomestico, occorre portare quello vecchio direttamente al negoziante che dovrà smaltirlo in modo del tutto gratuito per l’acquirente.

Un primo aiuto ci viene offerto dal “Dizionario dei Rifiuti” presente nella App Riciclario. Se non sai dove conferire un rifiuto, e soprattutto se non ti è chiaro se un rifiuto è annoverabile o meno tra i RAEE, lo puoi cercare sul dizionario e trovare tutte le indicazioni sulle modalità di conferimento.

Poi verrà il momento di disfarsi del RAEE e magari potrebbe trattarsi di un rifiuto piuttosto ingombrante (pensiamo ad un frigorifero da esempio). In questo caso Riciclario ci potrà fornire ben due suggerimenti: grazie alla funzionalità della sezione “Centro di Raccolta” Riciclario ci darà informazioni dettagliate sulle modalità di conferimento presso i Centri Comunali di Raccolta presenti sul territorio (orari di apertura, tipologie di rifiuto conferibili, utenti abilitati, ecc..); inoltre attraverso la sezione “Servizi a chiamata” sarà possibile, nei comuni che hanno attivato il servizio, richiedere il ritiro del nostro RAEE ingombrante.

Conclusioni

Tutte le volte in cui non vogliamo cedere all’obsolescenza programmata dei nostri piccoli elettrodomestici, quando vogliamo resistere alle mode, alle pubblicità e alle strategie di marketing mirate a farci buttare nel secchio qualcosa che invece funziona ancora, Riciclario ci fornisce un aiuto concreto attraverso la funzionalità della sezione “bacheca del riuso” della nostra applicazione. Grazie a questa applicazione, è possibile pubblicare uno o più oggetti e cederli a chi è interessato a riutilizzarli. Prima ancora che diventino RAEE. Perché la norma più importante è quella non scritta che recita “non buttiamo quello che sembra superato e obsoleto, perché ci sarà sempre qualcuno a cui potrà essere utile”.

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*